Ridere al ristorante

Buongiorno a tutti, rieccoci con la rubrica sulla cucina italiana vista dall'estero. Mi sono trovata a riflettere un po' l'altro giorno perché in uno dei ristoranti di Nancy mi é successa questa cosa lievemente imbarazzante, di quelle proprio strane, in cui tutto il mondo tace e hai l'impressione che ti osservi... che guardi proprio te! E ti chiedi se hai fatto qualcosa di male o di bizzarro.

In realtà non avevo fatto nulla di strano, semplicemente... ridevo.

Ma credo che per questa mia risata, non proprio contenutissima io debba aver allertato i silenziosi francesi dei tavoli accanto al mio. Mi sono all'improvviso ricordata che avevo già notato questa cosa in passato.

In ogni ristorante francese in cui sono stata da cinque anni a questa parte ogni singola volta, attraversando la porta sembra di entrare in un cimitero, certo un cimitero dal profumo invitante e con tanti piatti e bicchieri, ma comunque un mortorio.

I francesi, al ristorante, e in realtà in qualsiasi altra situazione (sul tram, nei parchi, ovunque) sono silenziosi! Sembrano anime perse in un film muto, fanno movimenti lenti e bisbigliano. Ridono sotto voce, parlano sottovoce e a volte ho l'impressione che vivano sottovoce.

Noi italiani non saremo esattamente le persone più civili della terra ma abbiamo dei punti positivi: siamo delle persone che amano ridere, che mostrano le loro emozioni e che parlano ad un tono di voce normale, o per lo meno... normale per quello a cui sono abituata io.

Siamo dei buoni viventi, ci piace la compagnia, e il ristorante, una cena fuori, degli amici, sono tutte buone occasioni per parlare insieme, discutere, confrontarsi o anche ridere a crepapelle.

E sinceramente a me quest'abitudine piace, e mi manca.

Qui in Francia, nei ristoranti, dai più ai meno lussuosi, dal Cinque stelle fino al fast-food, se ridi, la gente si ferma e gira la testa in un unico grande movimento cosmico per fissarti, fulminarti incredula, come se ridere fosse sbagliato, illegale o bene che vada fuorimoda.

Loro non ridono; sorridono. Educatamente si scambiano informazioni ad un tono di voce assurdamente basso e, a volte, addirittura non si parlano.

Stanno lì, come dei pesci rossi in un acquario troppo grande per loro. Bisbigliano come se avessero paura di rompere qualcosa; un equilibrio insolito ed irreale si crea in questi ristoranti francesi... E nulla può romperlo, fino a quando un'italiana non si mette a ridere (forse un po' troppo forte) alla battuta di un amico.

Mi chiedo quale attitudine preferisco... E alla fine, nonostante io ami tanto la Francia e i raffinati francesi che ci vivono, mi trovo a preferire la nostra abitudine, quella di discutere animatamente, di ridere sguaiatamente e di muoverci e parlare come se non ci fosse un domani.

Ammettiamolo in tutta franchezza, siamo un po' esagerati, certo, ma almeno non ci perdiamo nulla della vita, e questo é un gran punto a nostro favore!

E voi che ne dite?

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Titolo dell'articolo

Ridere al ristorante

Autore del testo

Jessika Pierobon, per Cucinare.meglio.it

Nome della fonte

Cucinare.meglio.it

URL

https://cucinare.meglio.it/tema/1031/

Data di pubblicazione

Giovedì 30 gennaio 2014

Ultimo aggiornamento

Mercoledì 9 aprile 2014

Data di visita

Lunedì 27 aprile 2026

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