La lasagna nel Paese delle Meraviglie

Da brava italiana espatriata all'estero, in Francia per la precisione, ogni tanto vivo momenti di sconforto o di nostalgia per le persone lasciate a casa, da cui vivo lontana ma non solo, a volte mi mancano i buoni piatti fatti in casa e così, presa un po dalla gola e un po dalla pigrizia me ne vado a cercare e recensire i ristoranti italiani di questo bel paese che é la Francia, e... cavolo, quasi sempre finisco per cadere nella trappola di finti cuochi della penisola o presunti tali che mi servono cose sempre più strane.

Per lavoro cucino spesso, lo faccio per me, per i bambini e per gli adulti a cui do lezioni ma anche solo per amici e conoscenti. La scorsa settimana ho deciso di fare delle Lasagne ma prima di darvi la mia ricetta vi dirò che mi sono di nuovo infilata nella tana del bianconiglio e, un po' come Alice, pensavo di essere finita nel paees delle Meraviglie quando ho visto questo piccolo ristorantino italiano, con - cosa rara - un'insegna scritta senza errori grammaticali. Così, sempre come quella scema di Alice ha deciso di fare, sono entrata.

L'aria del ristorante era carina, niente di pretenzioso e solo una decina di tavoli coperti da tovaglie rosse e bianche a quadretti. Santo cielo, come ho fatto a non accorgermi già li che era una trappola? Da noi le tovaglie a quadretti non si usano più dagli anni '80! Ma io imperterrita non mi sono soffermata su quel dettaglio e sono caduta sempre più giù, nel profondo della tana del Bianconiglio... che tra l'altro è il vero nome del ristorante (e da qui i miei riferimenti alla povera svenutrata Alice).

Il menù presentava almeno 10 pagine di piatti diversi e su quelle dieci pagine 4 erano dedicate alle lasagne per un totale di 60 lasagne diverse!

Ammetto che lì ho sentito puzza di bruciato. Chi cavolo sa fare 60 lasagne diverse e in più decide di proporle tutte in un unico menù? Comunque mi lascio tentare un po' con l'obiettivo di comparare le lasagne che proponevano lì, con le mie e, se il caso lo voleva, magari prendere spunto per diversificarle un poco.

Eccomi davanti alla Regina di Quori! Sì, avete visto bene, Cuori se ne stava scritto con la Q! Ormai la mia scelta era fatta... A breve sarei stata decapitata, ne ero certa ... o utilizzata come i poveri fenicotteri del celebre film come mazza da cricket!

La lasagne sono arrivate incredibilmente calde fuori, e congelate dentro: grazie signor microonde; erano tutte spiaccicate come se fossero passate sotto una schiacciasassi e colanti di uno strano formaggio giallo che si è rivelato essere ceddar: quella cosa che gli americani mettono sui maccheroni per capirci. Insomma, un vero e proprio disastro culinario dal sapore incerto e dall'autenticità dubbia.

Tornata a casa mi son detta che in fin dei conti avrei continuato a farmele io le lasagne, quando avevo voglia di mangiarle. Che poi mi chiedo: cosa se ne facciano di 60 lasagne diverse se perfino quelle di base lasciano così tanto a desiderare!

Capiamoci: io amo la Francia, ho scelto di vivere qui e ne vado fiera; ci sono tante, tantissime cose meravigliose, ma vi consiglio con tutto il cuore di non assaggiare mai, ma proprio MAI, MAI, MAI le loro lasagne, o per lo meno di non farlo nel ristorante Bianconiglio a Nancy; nel caso anche voi siate tentati dall'ingresso di quella tana, ricordatevi la scena di Matrix e non scegliete la pillola rossa: per una volta non è un bene affrontare la realtà!

E ora vi do la mia ricetta, per delle classiche lasagne al ragù di carne!

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Titolo dell'articolo

La lasagna nel Paese delle Meraviglie

Autore del testo

Jessika Pierobon, per Cucinare.meglio.it

Nome della fonte

Cucinare.meglio.it

URL

https://cucinare.meglio.it/tema/1030/

Data di pubblicazione

Lunedì 13 gennaio 2014

Ultimo aggiornamento

Mercoledì 9 aprile 2014

Data di visita

Lunedì 27 aprile 2026

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