Pangasio: un pesce che costa 3 Euro al chilo

Il pesce è uno degli alimenti più importanti della nostra dieta. È facile da digerire, è ricco di sostanze nutritive, si presta molto bene a varie preparazioni in cucina. A ben vedere, l'unico problema del pesce è, talvolta, il prezzo caro. In questo articolo parleremo di un pesce in particolare, che costa pochissimo: il pangasio. Prima di parlare dei motivi del suo prezzo e dei potenziali rischi, facciamo una premessa generale sul prezzo del pesce.

Il prezzo del pesce

Il prezzo del pesce è dato da due fattori: all'interno di un allevamento, impiega moltissimo tempo a crescere; ad esempio un'orata raggiunge un peso di 450-500 grammi in 18 mesi; il pesce di allevamento sfrutta quindi in modo peggiore l'alimento che gli viene fornito; inoltre l'acqua in cui vive necessità di riscaldamento.

Per il pesce che si trova in mare, bisogna considerare che non tutti i giorni i pescherecci riescono a ottenere buoni risultati; pescare alcuni tipi di pesce è inoltre raro. Infine il carburante delle barche costa molto, e il prezzo si ripercuote sul prodotto venduto.

In questo contesto si inserisce il pangasio, un pesce che viene venduto a prezzi molto concorrenziali, che nemmeno la carne di pollo raggiunge: parliamo di un prezzo che si aggira intorno ai 3 euro al chilo. Ma come è possibile?

Il pangasio

Il pangasio, Pangasius hypophtalmus, è un pesce che vive in oriente, in paesi asiatici come Cina, Vietnam e Laos. Ha delle caratteristiche particolari che dipendono dalla sua alimentazione: a differenza di orate e branzini, infatti, il pangasio è un pesce erbivoro e la sua capacità di sfruttare alimenti vegetali fa sì che allevarlo sia molto semplice e molto meno costoso rispetto a tanti altri pesci.

Pangasio venduto in un mercato asiatico

I pesci di cui abbiamo parlato prima si nutrono, quando sono piccoli, di crostacei che a loro volta vanno nutriti con particolari alghe, in un sistema generalmente ben più complesso.

Inoltre il pangasio cresce molto velocemente, fattore che incide sul costo finale.

Problemi potenziali

I problemi che sono stati sollevati a proposito del pangasio sono principalmente due: quello delle sostanze contaminanti e quello delle caratteristiche nutrizionali, carenti rispetto a tanti altri tipi di pesce.

Essendo un pesce molto economico è facile trovarlo servito in ambiti collettivi quali mense scolastiche e ospedaliere, ambienti dove i consumatori avrebbero invece necessità di apporto nutrizionale migliore.

Caratteristiche nutrizionali

Il pangasio è un pesce erbivoro. Nutrendosi di vegetali, ingerisce meno proteine e sostanze, meno varie rispetto ai pesci carnivori. E' un pesce povero di proteine e gli acidi grassi sono di peggior qualità (ci sono più acidi grassi saturi, in percentuale) e non ha i famosi Omega 3, che fanno bene alla salute.

Gli Omega Tre non sono una sostanza prodotta dai pesci, ma da alcuni alimenti che le prede dei pesci - quelli carnivori - mangiano.

Il pangasio inoltre non mangia nemmeno quelle sostanze che conferiscono a un pesce il tipico sapore... di pesce; è infatti comunemente diffusa la nomea del pangasio come quel "pesce che non sa di pesce".

La povere caratteristiche nutrizionali del pangasio costituiscono un problema? Tendenzialmente no, perché se è vero che la sua qualità è più bassa per natura, è pur sempre un pesce che a livello di benessere è da considerare una soluzione migliore rispetto ad un panino del fast food. D'altra parte se i servizi medici lo approvano come alimento per le mense scolastiche, significa che male non fa.

Il pangasio e le sostanze contaminanti

C'è un altro problema spesso sollevato dal pesce pangasio: quello dell'inquinamento e dei contaminanti ambientali. E' infatti un pesce che vive nei mari di paesi dove non solo c'è un'industrializzazione in rapida ascesa, ma non ci sono nemmeno leggi per il rispetto dell'ambiente; per questo motivo è facile che l'ambiente in cui il pangasio vive, vi sia presenza di contaminanti chimici.

Questo problema, ben presente nei paesi di produzione, in Italia si cerca di evitarlo: il sistema di sicurezza alimentare è una delle poche cose che nel nostro paese funziona, così il pangasio in ingresso viene controllato presso i porti, in strutture indicate come PIF, Punti di Ispezione Frontaliera.

Questi organi, che sono ai comandi diretti del Ministero della Salute, fanno controlli a campione proprio su quei contaminanti che potrebbero essere pericolosi per l'uomo; quando viene trovato qualcosa che non va, tutta la partita viene immediatamente bloccata da tutte le USL italiane, tramite un sistema di allerta rapido.

Non solo. Oltre che alle frontiere, i contaminanti vengono controllati anche in ogni azienda che commercializza i prodotti ittici: anche quando la catena prevede più passaggi tra aziende, ognuna di esse deve controllare che non vi siano contaminanti; ogni azienda lo fa a proprie spese, proprio per non vedersi annullare l'autorizzazione a commerciare il pesce. Il mio lavoro, a titolo di esempio, è proprio quello di fare questi controlli per le aziende private.

Quando mangiamo del pangasio, con tutti questi controlli avvenuti alle spalle, possiamo stare tranquilli che il prodotto sulla nostre tavola è sano e assolutamente non è pericoloso.

In conclusione

Il pangasio non vincerà premi per la sua bontà e non farà bella figura in una cena romantica, ma se al vostro bambino a scuola servono il pangasio, oppure se volete mangiare pesce senza spendere troppo, potete acquistarlo tranquillamente: non vi succederà nulla di male, si può stare tranquilli. E' meglio mangiare un pesce povero che non mangiare affatto il pesce.

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Titolo dell'articolo

Pangasio: un pesce che costa 3 Euro al chilo

Autore del testo

Valerio Guiggi, per Cucinare.meglio.it

Nome della fonte

Cucinare.meglio.it

URL

https://cucinare.meglio.it/tema/pangasio/

Data di pubblicazione

Venerdì 4 dicembre 2015

Data di visita

Domenica 19 novembre 2017

Note sull'autore

Valerio GuiggiValerio Guiggi • Laureato in Medicina Veterinaria nell'Aprile 2013 a 24 anni, con una valutazione di 110 e lode, ed abilitato alla professione nel Giugno nello stesso anno, è appassionato di "sicurezza alimentare", la branca della veterinaria che si occupa della prevenzione delle malattie dell'uomo che vengono trasmesse con gli alimenti. Nel Gennaio 2014 supera il test a numero chiuso per specializzarsi in Ispezione degli Alimenti, specializzazione della durata di tre anni, e dal Marzo dello stesso anno collabora con il dipartimento della prevenzione dell'ASL di Livorno. Da Ottobre 2014 collabora con l'azienda CSA (Consulenza Sanitaria Alimentare) di Livorno, che offre consulenza sanitaria e legale ad aziende alimentari della zona. Dall'inizio del 2015 è inoltre responsabile scientifico di Socialdogcat.com, che si occupa della salute dei cani e dei gatti. Dal mese di maggio del 2015 scrive per Cucinare Meglio.

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