Miele: l'affascinante metodo di produzione delle api

In questo articolo parliamo del miele e della sua produzione da parte delle api. Il miele non è uno degli alimenti più consumati, ma è sicuramente uno dei più apprezzati dalle persone. In passato, quando lo zucchero ancora non era stato “scoperto” dai paesi americani, il miele era l'unico dolcificante naturale, fin dai tempi dell'antica Roma.

Studiandolo, inoltre, si è scoperto che il miele ha numerose proprietà salutari e terapeutiche; nonostante esista da secoli solo in epoca moderna si sta riscoprendo, sia come alimento da consumare direttamente, sia come ingrediente in cucina.

Ma quanto sappiamo del miele? Lo producono le api svolazzando sui fiori, lo insegnano anche ai bambini all'asilo, tuttavia esistono molti aspetti interessanti circa la provenienza delle sue proprietà benefiche: preparatevi quindi ad un affascinante viaggio nel mondo delle api, alla scoperta di uno degli alimenti in assoluto più particolari.

Il nettare, la melata e i tipi di miele

Esistono due tipi di miele: c'è il miele di nettare e il miele di melata, che vengono prodotti allo stesso modo ma partendo da materie prime diverse.

Le api che volano sui fiori si chiamano api bottinatrici, e il loro mestiere è quello di volare sui fiori e sui tronchi degli alberi per raccogliere rispettivamente il nettare o la melata, a seconda di ciò che trovano.

Se volano si di un fiore, trovano il nettare. Il nettare è un liquido ricco di zuccheri e molto odoroso, profumo che sentiamo anche noi quando annusiamo il fiore, che viene prodotto da alcune ghiandole del fiore proprio con lo scopo di attirare l'ape.

L'ape riconosce l'odore, cattura il nettare e allo stesso tempo raccoglie anche un po' di polline, che è il seme maschile della pianta. Volando in un altro fiore lo impollinerà, potendo così dare origine al frutto.

L'ape per fare il pieno di nettare, lo ingoia e lo lascia nella borsa mellifera, un rigonfiamento della propria gola. Quando è piena, allora torna all'alveare per depositarlo, poi riparte di nuovo per nuovi viaggi.

Con la melata il procedimento è lo stesso, con la differenza che questa sostanza non è prodotta dalle piante bensì da altri insetti, molto più piccoli delle api. Questi insetti succhiano la linfa degli alberi bucandone la corteccia, trattengono le sostanze azotate e espellono una sostanza ricca di zuccheri: la melata. L'ape raccoglie la melata come fa con il nettare, per portarlo poi all'alveare.

Per le api, scegliere nettare o melata dipende fondamentalmente dalle piante che trova intorno all'alveare, ed è questo il motivo per cui ogni nettare e ogni melata differiscono tra loro: se le api vivono in prossimità di una piantagione di aranci produrranno il miele d'arancia; se vi sono acacie sarà miele di acacia, se vi sono castagni sarà miele di castagno, e così via.

La produzione del miele

L'affascinante produzione naturale del miele non finisce certo quando la bottinatrice arriva all'alveare: tutt'altro. Il miele, infatti, a questo stadio è ancora molto liquido; deve invece solidificare per poter essere conservato ed evitare che possano crescervi muffe.

Le api ripongono il miele nei favi

Nel concentrare il miele, le api liberano enzimi che creano acqua ossigenata, che conferisce al prodotto le sue proprietà antibatteriche: pochi forse sanno che si può mettere il miele su una ferita perché questa non si infetti (in particolare il miele di timo è considerato come un farmaco naturale).

La bottinatrice arriva all'alveare, dove rigurgita le sostanze liquide che ha ingerito nel suo viaggio. Questa sostanza viene mangiata da altre api che la terranno nel loro corpo per circa una mezz'ora, assorbendone l'umidità: anch'esse la rigurgiteranno, ed ora avrà una consistenza più densa.

Le api creano quindi un sottilissimo strato di miele all'interno dell'alveare; in modo collettivo sbattono le ali, creando una finissima corrente d'aria che serve a rimuovere ulteriormente l'umidità dal miele e a spingerla fuori dall'alveare, facendolo così condensare sufficientemente da poter essere messo nei favi, le cellette esagonali dell'alveare, e coperto con la cera per essere conservato. Il motivo per cui le api compiono questo lavoro è proprio quello di produrre una riserva alimentare che conserveranno fino all'inverno.

A questo punto le api hanno terminato il loro compito: quando l'alveare è un arnia, una di quelle "casette colorate" che è possibile vedere nelle aziende degli apicoltori, l'uomo toglierà il miele non necessario alla sopravvivenza invernale delle api e lo lavorerà per metterlo nei classici barattoli che finiranno infine sulle nostre tavole.

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Titolo dell'articolo

Miele: l'affascinante metodo di produzione delle api

Autore del testo

Valerio Guiggi, per Cucinare.meglio.it

Nome della fonte

Cucinare.meglio.it

URL

https://cucinare.meglio.it/tema/miele-api/

Data di pubblicazione

Mercoledì 30 settembre 2015

Ultimo aggiornamento

Giovedì 1 ottobre 2015

Data di visita

Martedì 17 ottobre 2017

Note sull'autore

Valerio GuiggiValerio Guiggi • Laureato in Medicina Veterinaria nell'Aprile 2013 a 24 anni, con una valutazione di 110 e lode, ed abilitato alla professione nel Giugno nello stesso anno, è appassionato di "sicurezza alimentare", la branca della veterinaria che si occupa della prevenzione delle malattie dell'uomo che vengono trasmesse con gli alimenti. Nel Gennaio 2014 supera il test a numero chiuso per specializzarsi in Ispezione degli Alimenti, specializzazione della durata di tre anni, e dal Marzo dello stesso anno collabora con il dipartimento della prevenzione dell'ASL di Livorno. Da Ottobre 2014 collabora con l'azienda CSA (Consulenza Sanitaria Alimentare) di Livorno, che offre consulenza sanitaria e legale ad aziende alimentari della zona. Dall'inizio del 2015 è inoltre responsabile scientifico di Socialdogcat.com, che si occupa della salute dei cani e dei gatti. Dal mese di maggio del 2015 scrive per Cucinare Meglio.

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